- IL CORRIERE BLU

 03 Maggio 2019

ANTARTIDE: AFFONDANO I GHIACCI E CON LORO MIGLIAIA DI PINGUINI

 

 

 
 
Clima: affonda ghiacciaio in Antartide, affogano migliaia di pinguini imperatore E' quanto ha scoperto una squadra di ricercatori del British Antartic Survey (Bas), l'organizzazione governativa britannica che si occupa di ricerca e divulgazione scientifica sull'Antartide, riferisce un articolo pubblicato dalla rivista 'Antarctic Science'. L'episodio sarebbe accaduto nel 2016 CondividiTweet 25 aprile 2019Non sapendo ancora nuotare, migliaia di pinguini imperatore sono morti affogati dopo lo scioglimento anticipato dello strato di ghiaccio sul quale erano si erano stabiliti nel mare di Weddell, una vasta area dell'Oceano Atlantico a ridosso dell'Antartide. E' quanto ha scoperto una squadra di ricercatori del British Antartic Survey (Bas), l'organizzazione governativa britannica che si occupa di ricerca e divulgazione scientifica sull'Antartide, riferisce un articolo pubblicato dalla rivista 'Antarctic Science'.
 
Uno studio interamente realizzato sulla base di immagini satellitari: i rilievi dallo spazio hanno evidenziato i segni ben visibili di un grave incidente climatico che ha colpito la piattaforma di ghiaccio di Brunt. Secondo i ricercatori il tragico episodio sarebbe accaduto nel 2016, quando forti venti, probabilmente una tempesta, hanno scavato la parte più sottile della piattaforma. Assieme al blocco di ghiaccio sono andati a picco anche i pinguini imperatore stabiliti a Brunt, per lo più cuccioli, cancellando dalla mappa la colonia della Baia di Halley, la seconda più grande al mondo. Nei momenti migliori la popolazione di pinguini di Brunt era costituita da 25 mila esemplari, che dopo quel drammatico incidente è pressocchè scomparsa. Come conseguenza del riscaldamento globale, avvertono gli scienziati, la mancata riformazione di strati di mare ghiacciato, vitali non solo per i pinguini, entro la fine del secolo molte specie di uccelli e animali marini rischiano di perdere tra il 50 e il 70% della loro popolazione mondiale. Sulla base di varie immagini satellitari scattate in diversi momenti gli scienziati hanno poi confermato che negli ultimi due anni il ghiaccio non si e' riformato e che non c'è alcun segnale di tentativo di reinsediamento nella zona di altri pinguini.
 
Uno sforzo che del resto sarebbe del tutto inutile tenuto conto del gigantesco iceberg che si sta avvicinando al sito. I dati sono attendibili in quanto, precisano i ricercatori, a 800 km di altezza è possibile visualizzare sul ghiaccio bianco gli escrementi degli uccelli, il guano, dato utile per valutare il numero di componenti di una colonia. La specie dei pinguini imperatore è quella degli uccelli più alti e pesanti che necessitano di strati di ghiaccio solidi sui quali stabilirsi; devono resistere al peso di una intera colonia che vi si stabilisce da aprile fino a dicembre, quando i piccoli si sono totalmente sviluppati.  - See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/media/clima-affonda-ghiacciaio-antartide-affogano-migliaia-di-pinguini-imperatori-7919b887-5453-46a3-9681-bd87971c0749.html

Kimberly Carter

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30 Aprile 2019

NAPOLI: LA CASA MASSONICA APRE AL MAGGIO DEI MONUMENTI.

 

Parlare di Massoneria non e’ proibito, ne più un mistero legato agli anni della tensione in Italia: ogni fenomeno in se e per se oscuro, ha i suoi paraventi visibili, come la sede massonica del 

Grande Oriente d’Italia a Napoli, sita in Galleria Umberto I 27, al secondo piano, che a Maggio apre  i battenti al pubblico per la tradizionale rassegna del  ‘Maggio dei Monumenti’

 , presentandosi appieno come uno dei più importanti siti culturali della città, e non e’ neanche la prima volta.

La massoneria nasce come comunanza di intento volto alla salvaguardia e alla difesa di certi valori e tradizioni che nella nostra città sono trasversali, dal sacro al profano. Senza entrare nei particolari di un mistero che affascina perché resta tale, oggi sembra quasi entrare in qualcosa che cerca di cambiare volto nel tempo pur restando nella sua sostanza , il mistero di sempre che tutti possono immaginare ma che nessuno deve avere gli strumenti e le evidenza per rappresentarlo. 

Il Collegio Circoscrizionale di Campania – Lucania, organo amministrativo locale del Grande Oriente, ha fissato cinque date: 4, 11, 18, 25 maggio e 1° giugno. Le visite sono guidate e gratuite, con gruppi di non più di 25 persone, nei seguenti orari: 10:00, 11:00, 12:00 e 13:00. Per la sola data del 1° giugno sarà effettuata un’apertura pomeridiana dalle 17:00 alle 20:00 che si concluderà con un concerti  dei Fratelli Massoni. Un numero di cellulare valido per la prenotazione, obbligatoria, e’ il 340-5824390. A dare il benvenuto sarà il Presidente Circoscrizionale Lucio d’Oriano che sarà a disposizione per rispondere alle domande del pubblico sull’identità e la storia della Massoneria, in Italia e nel mondo.Nella sede massonica di Galleria Umberto sarà possibile visitare anche una mostra fotografica, di ispirazione esoterica, realizzata da Libero De Cunzo. L’esposizione, che ha riscosso successo a Castel dell’Ovo nel periodo natalizio, rimarrà allestita nelle cinque date fissate dal Grande Oriente per ‘Maggio dei Monumenti’. 

Quando si parla di Casa Massonica siamo portati a immaginare strutture simili a quelle odierne, ovvero a case che contengono più stanze, se si tratta di locali facenti capo a un Collegio Circoscrizionale, o un tempio se ci si riferisce al luogo di riunione di una Loggia o di più Logge che condividono gli stessi spazi. La Casa Massonica napoletana della Galleria Umberto I al civico 27 fu acquistata nel 1916 per iniziativa di Vincenzo Vigorita, esponente del Grande Oriente d’Italia. L’atto d’acquisto del 27 febbraio 1916 reca la firma di nove altri Fratelli intestatari. Pochi sanno che la splendida Galleria Umberto I è stata progettata e costruita da un Fratello, l’ingegnere Emanuele Rocco, al quale il Comune di Napoli volle rendere omaggio incastonando nel lato destro dell’arco di uscita in via Santa Brigida, un busto e una targa ricordo. Della Galleria è pregevole la struttura di ferro con la grande cupola centrale e le quattro navate che si innalzano dai quattro ampi edifici che la compongono. Di grande effetto e significato è il rosone centrale del pavimento in marmo contornato dai dodici segni zodiacali.

La Casa Massonica del Grande Oriente, situata al civico 27, fu requisita dai fascisti nel primo periodo del regime mussoliniano, e assegnata a un dopolavoro ferroviario. Fu restituita ai legittimi proprietari nel 1943, grazie all’interessamento di alcuni Fratelli aiutati dal Colonnello Charles Poletti, italo – americano ed esponente della Massoneria statunitense. La sede subì una prima ristrutturazione alla fine degli anni ’50, in particolare nel 1959 quando il Fratello Ugo Guerra edificò il “Tempio di Legno” nella sua versione attuale. Negli anni 1972 – 1973, per iniziativa dell’allora presidente del Collegio Circoscrizionale Ottavio Rotondo, ci fu un’ampia ristrutturazione.

Napoli pullula di misteri e verità nascoste e affascina anche di più per questo, e indipendentemente da quello che può rappresentare la storia della Massoneria, a Napoli ogni rappresentanza desta l’impressione che a difendere la città nella sua essenza non siamo pochi, e soprattutto che la benevolenza e il rispetto dei valori sua alla base di ogni concetto che dura nel tempo. 

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BRUNO RUSSO

 

  

 L'EDITORIALE DEL DIRETTORE

 A fuoco la cattedrale di Notre Dame a Parigi, crollano la guglia e il tetto. La struttura è salva. Macron:

16 Aprile 2019

FRANCIA: LA CROCE DELLA DISCORDIA

E' strano ritrovarsi dopo quell'11 Settembre , ad aspettare di fronte a queste immagihi, che si materializzi l'ombra del terrorismo e della matrice islamica, che molti hanno escluso sin dal primo momento. Risulta strano anche vedere materializzarsi da quelle fiamme la forma di una croce che per la sua ampiezza, assomiglia ancora di più alla croce celtica, storicamente legata sia alla Cattedrale di Notre Dame che alla storia di un popolo che caratterizzò l'evoluziobne dell'Europa. Molti allora hanno avuto la suggestione di andare ancora più indietro nel tempo, arrivando alle fondamenta del vecchio continente, che nella sua diaspora temporale ha coinvolto contrasti incrociati e alleanze trasversali, fino a giungere alla Grande Guerra, in un momento particolare in cui la vecchia concezione di Impero dava il passo al concetto di Nazione.

Certe volte le cose si vedono meglio non all'inizio o alla fine del processo storico che le ha caratterizzate, ma alla mezzeria del percorso, quando avviene quel cambiamento che determina l'ultimo tratto , quello che irreversibilmente segue il cambiamento epocale. La mutazione però pochi la vedono con chiarezza perchè non essendoci metri di paragone, è difficile ad un certo punto intravedere il cambiamento che non permette di tornare indietro. In sintesi, la corteccia della Prima Guerra Mondiale, lungo la quale si sono sfracellate i sogni dei regnanti antichi, è stato la nazione laica che a quei tempi era quasi impossibile concepire, ma che è diventato predominante dopo la Seconda Guerra  Mondiale  soprattutto in Francia , luogo di ideali libertari e non liberali, di grande rivoluzioni che hanno solamente cambiato il dittatore di turno; modificandogli i tratti ma non i connotati sanguigni.

E' strano quindi ritrovarsi ancor più a parlare di distruzione epocale dal sapore di vecchia Europa, all'alba delle consultazioni che a Maggio dovranno scegliere il nuovo parlamento europeo, che in cinque anni ha perso definitavemente la sua impronta socialdemocratica che proveniva dalla reazione all'evoluzione dell'impero sovietico e all'involuzione di tutte le nazioni che sono uscite da questo giogo, diventando prima scheggie impazzite e con poche speranze, a potenze mediamente temute ma molto allenate nel fingere di essere democratiche.

Della paura se ne avvantaggeranno non pochi, sono coloro che giocano sui sensi di colpa della gente che temono il cambiamento per non essere artefici di qualcosa che sarà peggiore di quello che c'è sempre stato. La globalizzazione ha spinto i mercati fino alle zone impervie della povertà. Ora l'Europa deve fare i conti con la reazione, con le forze conservatrici che si sono avvantaggiate del dissenso; un'onda che assomiglia molto a quello che nacque in Germania e voleva risolvere il problema della disoccupazione e della povertà. Si può essere di destra o di sinistra ma l'oggettivazione di un processo storico è sempre altra cosa, e la lettura del clamore visivo che un incendio del genere provoca, parla chiaro al riguardo.

La croce della discordia è l'essenza della spiritualità dell'uomo : alla fine dei conti restano solo gli ultimi scritti di Papa Ratzinger, che lamentava la degradazione della chiesa soprattutto nella direzione di quella irreversibile proprietà a divinis che essa doveva sostenere nei secoli, e che è andata a morire. I ministri della Chiesa non potevano essere persone qualsiasi ma speciali, ispirati dalla croce e portatori celesti della parole e del compito del Signore. Quella croce che brucia è un richiamo a qualcosa di molto profondo, che facilmente sarà strumentalizzato all'alba di un altro cambiamento, come i milioni di esseri umani che perirono nella Prima Guerra Mondiale per una ragione che ad oggi molti non conoscono.

 

 

Versailles : Gli stati vincitori della Grande Guerra

 

 

BRUNO RUSSO  

  

 

 

Di Maio Conte Tria

 

 

05 Aprile 2019

ROMA: IL MARE NON TOCCA PIU' BERLINO

 

Il Consiglio dei ministri si chiude senza alcun accordo sulle modalità di indennizzi ai risparmiatori truffati dalle banche. Nessun decreto, nessuna “norma primaria”. Gli esponenti del M5s si impongono, ottenendo dal premier Giuseppe Conte una nuova convocazione delle associazioni dei risparmiatori per il prossimo lunedì. Bocciata, dunque, la linea del ministro dell’Economia Giovanni Tria, che aveva chiesto di modificare la legge di Bilancio prima di procedere con i decreti attuativi, per fornire uno “scudo” ai funzionari del proprio ministero contro le possibili accuse di danno erariale, dovute al fatto che le norme volute dal M5s potrebbero essere in contrasto con la normativa Ue.

«L’obiettivo resta quello di risarcire i risparmiatori direttamente con la norma messa in Legge di Bilancio e con le soluzioni tecniche che condivideremo con loro. Credo che la settimana prossima sia fondamentale, non è possibile che si perda altro tempo. Lunedì si incontrano, si trova una soluzione tecnica per un indennizzo diretto e non per arbitrati, misselling o altro. Dopodiché la pazienza è finita sia loro che nostra» ha detto il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio. Ma anche il ministro dell’Economia tiene il punto: «Serve una nuova norma che fornisca uno “scudo” ai funzionari del Mef contro possibili ricorsi alla Corte Conti, indicando Consap come ente erogatore dei risarcimenti. E poi un doppio binario per i risarcimenti: con una corsia preferenziale con Isee inferiore ai 35mila euro e patrimonio inferiore ai 100mila euro, e controlli arbitrali su quelli di entità superiore». La Lega, rappresentata da Giancarlo Giorgetti in Cdm, invita a tenere conto del rischio di procedura Ue: «I risparmiatori rischiano di dover restituire quanto percepito».

Rimangono per il momento fermi i fondi da un miliardo e mezzo di euro messi a disposizione del Fir, il fondo per gli indennizzi ai risparmiatori costituito con la legge di Bilancio 2019. È sul come erogarli che il ministro dell’Economia Giovanni Tria, la Lega e il Movimento Cinque Stelle si dividono. Tria vuole una soluzione che tuteli i funzionari del Mef e sia in linea con le indicazioni del commissario alla Concorrenza Margrethe Vestager. Il Movimento Cinque Stelle ha promesso rimborsi il più possibile generalizzati e teme lo scontro con le associazioni dei risparmiatori se l’onere della prova dovesse diventare eccessivamente gravoso. La Lega vuole superare la questione al più presto possibile e propende per un doppio binario (risarcimenti automatici solo per una parte dei risparmiatori, per gli altri arbitrato rigoroso), ipotesi rigettata invece dal M5s.

 

William Ramirez

 

 

 25 MARZO 2019         

USA: DONALD TRUMP SCAGIONATO NEL RUSSIANGATE

 

-Nessuna collusione, nessuna ostruzione, completa e totale assoluzione". Donald Trump esulta su Twitter e incassa un'importante vittoria, che lascia i democratici sotto shock. Il rapporto di Robert Mueller scagiona il presidente, e la sua campagna elettorale, dall'aver cospirato con la Russia nelle elezioni del 2016. Il procuratore speciale per il Russiagate non giunge invece ad alcuna conclusione su una possibile ostruzione alla giustizia da parte del tycoon: "Il rapporto non conclude che il presidente abbia commesso un crimine, ma neanche lo esonera-, afferma Mueller.

Secondo il ministro della Giustizia, William Barr, il dossier non contiene prove sufficienti per parlare di ostruzione alla giustizia. "Il procuratore speciale non ha rinvenuto che la campagna di Trump, o qualcuno associato con questa, abbia cospirato o si sia coordinato con il governo russo nei suoi sforzi, nonostante le varie offerte giunte da individui affiliati con la Russia per assistere la campagna" delle presidenziali, si legge nella lettera inviata da Barr al Congresso. Una missiva di quattro pagina, stilata da Barr e dal suo vice, Rod Rosenstein, senza il coinvolgimento di Mueller né della Casa Bianca. Sul fronte di una possibile ostruzione alla giustizia, invece, la partita è più complicata e rischia di diventare il vero motivo di scontro in Congresso, e fra i democratici e la Casa Bianca.

"Il procuratore speciale non trae alcuna conclusione in un senso o nell'altro" ma "afferma che 'anche se il rapporto non conclude che il presidente abbia commesso un reato, allo stesso tempo non lo esonera'", si legge nella lettera, nella quale si spiega che così facendo Mueller rimanda a Barr e Rosenstein la decisione in merito. Tuttavia, precisa la lettera, il ministro e il vice ministro "hanno concluso che le prove raccolte durante l'indagine non sono sufficienti a stabilire che il presidente abbia commesso ostruzione alla giustizia".

La Casa Bianca festeggia. "E' una totale assoluzione del presidente", dice la portavoce Sarah Huckabee Sanders. Soddisfatti anche i legali del presidente: "E' meglio di quanto mi aspettassi. Nessuna collusione. Nessun reato è stato commesso", dice Rudolph Giuliani, il legale di Trump. I democratici si affrettano invece a chiedere a gran voce l'intero rapporto Mueller per vederci chiaro. Per il partito, che ha trascorso gli ultimi due anni a puntare il dito contro Trump, il rapporto è una doccia fredda che rischia di avere ripercussioni sulle elezioni del 2020.

"Un grande giorno per l'America, per il presidente e la sua amministrazione", afferma il vice presidente americano Mike Pence. "Possiamo solo sperare che i democratici, che hanno trascorso così tanto tempo ad accusare" il presidente, "si uniscano ora a noi per spingere un'agenda che renderà il paese più ricco e più prospero per tutti gli americani.

''La verita' e' generalmente la migliore rivincita sulle calunnie'': così Ivanka Trump, la figlia e consigliera del presidente americano Donald Trump, cita in un tweet Abraham Lincoln per commentare il rapporto del procuratore speciale Robert Mueller sul Russiagate.

 
                                      
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 27 Febbaio 2019

 

DI MAIO E CONTE A POMIGLIANO PER INCENTIVARE LEONARDO AEROSTRUTTURE.

 L'EVOLUZIONE DELLA CULTURA AERONAUTICA  IN DUE  SECOLI .

La prima evidente implicazione culturale che l’aeronautica detiene da qualche secolo, la dobbiamo senza dubbio a Leonardo Da Vinci, il cui nome non a caso, è andato all’attuale società ex Finmeccanica che racchiude l’esperienza di più aziende storiche del compartimento aerospaziale, prima tra tutte l’Alenia Aermacchi che già doveva il suo nome, all’unione di Aeritalia e Selenia e, successivamente, dell’Aermacchi.

La nascita di Leonardo è stata la trasformazione di una identità, con significato e applicazioni omnidirezionali che simboleggiano i valori autentici della società italiana in evoluzione. La principale parola d’ordine di Leonardo è stata ‘Innovazione’, ovvero la necessità di guardare al futuro con lungimirante obiettività sulle proprie capacità e sulle necessità di un mercato dedicato sempre più all’internazionalizzazione delle imprese.  Avere un’unica voce su tutti i mercati del  mondo non è cosa da poco e neanche facile, perché nel principale obiettivo di avere un ottimo rapporto con il cliente, discendono idee chiare e condivise. Leonardo è nato a tal uopo, come nome abile a rappresentare dinamicità e competenza nell’affrontare le competizioni globali, per una identità forte e rappresentativa: Leonardo Da Vinci del resto è stato un grande artista ed ingegnere del Rinascimento; un ricercatore con genio tutto italiano e anche riconosciuto. Un genio che si esprime come tale in quanto capace di eccellere in molte attività, anche del tutto laterali, comprendendo appieno alla fine il risultato, e ridisporlo in ingresso del processo di  sviluppo del futuro. L’atteggiamento mentale che si volle esprimere coniando tale nome è il seguente: sia nel Rinascimento del genio Leonardo che nella nostra epoca, vale il messaggio “Occorre guardare oltre e immaginare sempre nuove soluzioni, costantemente focalizzate sulla ricerca e sulla sperimentazione “. Il messaggio è chiaro: l’evoluzione scientifica ci ha ampiamente dimostrato che tutto ciò che oggi è impossibile lo potrà essere in futuro, basta creare nuovi approcci e modelli di studio, e tenendo ben saldo non tanto il principio fisico che è vero tutto ciò che è riproducibile, ma il principio che l’uomo può superare se stesso attraverso le barriere che la sua stessa mente ha posto su molte certezze, come dimostrano i recenti studi sulla materia oscura nello spazio .

In tanto ardore si colloca non solo la necessità di sperimentare ma anche quella di comunicare, e mai come nel caso della cultura aerospaziale, il sogno del genere umano di volare e oltrepassare molte barriere dogmatiche scientifiche, richiama alla mente quello che caratterizzò ad inizio ‘900 le scoperte in campo aeronautico, la realizzazione dei primi voli, e l’emozione di vedere per la prima volta quel mondo che si è sempre ritenuto troppo grande per noi, ridursi di colpo, e calando nel nostro intelletto la sensazione dell’inutilità di tante congetture e dimensioni macroscopiche, permettendoci così di progredire nel microscopico. Nacque l’aeropoesia; in un momento culturale allargato e non meno profondo ove si diffuse il futurismo; era la poesia diretta a esprimere il volo, il sentimento spaziale prima descritto, secondo una concezione analoga a quella su cui si fondava l’aeropittura; nacquero gli aeropittori e aeropoeti. Alcuni poeti traevano beneficio dalla consuetudine tutta dell’epoca, dell’influenza bellica. La lirica, tipograficamente deformata, all’insegna del ‘paroliberismo’ e della rappresentazione  dinamica e simultanea della sonorità, si esprimeva in agglomerati di lettere; per chi lo sapeva cogliere, un messaggio preciso per l’umanità del futuro.

La guerra resisteva come concetto, anzi si ricopriva di orgoglio dopo l’orribile esperienza della Prima Guerra Mondiale, qualcosa  che potesse nella sua crudeltà spingere l’uomo ad essere padrone della dimensione che nel passato l’aveva costretto a muoversi con molti gradi di libertà in meno. Lo poteva fare esprimendo l’unica giustificazione per l’elegia dell’orrore: che anche la morte era rinascita, la distruzione dell’inutile e del dannoso, in nome di una realtà il cui fascino prendeva linfa proprio dalla sua indeterminatezza, resa ancor più potente dal crollo delle regole artistiche, culturali e sociali. L’Italia insomma, e in particolare, viveva un periodo magico fatto di scoperte e ideali che andavano a braccetto, ma avevano mille problemi nel metterle in produzione, come dimostra la stragrande costruzione di macchine e mezzi che si ebbe oltreoceano con le nostre specifiche e progettualità, nella prima metà del novecento. Il campo aeronautico e soprattutto aerospaziale, crebbe in tale contesto, e se la stessa ingegneria aerospaziale è stata introdotta solo in seguito in campo accademico, è perché quel concetto di spazialità che a inizio secolo era soprattutto un sogno, una cultura propulsiva per la ricerca, divenne nel corso degli anni una necessità, e anche una certezza, esprimendo tutte le conquiste che la cultura aeronautica aveva fatto andando oltre, modificando profili e assetti, e arricchendo l’immenso campo dell’astronautica che oggi mira a conquiste allora impossibili.

L’essere era meno confuso del passato, aveva preso forma dopo la dinamica impressionistica della sua stessa evoluzione, e adesso era pronto a salire sull’aereo per guardare il mondo e, come fece D’annunzio, trasformare in poesia le emozioni conseguenti. La cultura aeronautica era all’inizio della sua evoluzione più spinta, e il muro del suono un limite da abbattere; l’alluminio era il materiale  primo delle fusoliere e e delle altre parti del velivolo; le concezioni su centine e longheroni ancora ferme al modello che lo stesso Leonardo aveva tracciato nei suoi disegni, e fino alla seconda guerra mondiale non si videro in aria quei modelli sperimentali che sembravano più mostri da guerra che velivoli; quelli che attraversano l’oceano permettendo di ammirare il mondo e l’aurora boreale. Da allora strada se n’è fatta e molte cose sono cambiate. Per fare un esempio, l’unicità della soluzione materiale dell’alluminio nella struttura avionica, è stata soppiantata dall’avvento della carboresina, e la sperimentazione di tale materiale in campo militare, ha permesso di  introdurlo nell’aeronautica civile facendole fare passi da gigante, e arrivando negli ultimi tempi alla realizzazione da parte di colossi come Boeing ( B787 ) o l’europea Airbus ( A 380 ), di fusoliere in carboresina che per le proprietà dello stesso materiale composito, assorbono le tensioni in volo in maniera più distribuita allontanando varie condizioni di rottura. La stessa geometria degli aerei  che era affusolata per il campo militare e cilindrica e lineare per il civile, è andata sempre di più nella direzione di geometrie variabili.

La conseguenza di queste geometrie variabili è che è cambiata la sperimentazione da parte di alcune aziende volte alla ricerca aerospaziale, come il Cira di Capua, ove si testano le tecniche di ammarraggio di un velivolo in difficoltà, o addirittura di caduta, per salvaguardare la vita della maggior parte dei passeggerei: con l’avvento delle geometrie variabili non è più il mare il luogo ideale ove direzionare un aereo che precipita, ma lo è il terreno , cercando opportunamente quei punti di contatto che permettano il minor numero di perdite di vite umane.

Ma il grande passo che l’azienda aerospaziale fa in questi anni è l’adesione ai programmi internazionali di cyber security; di cosa si tratta? In realtà, è la soluzione completa per la gestione della conformità normativa. La sicurezza cibernetica è nel nuovo millennio tutto ciò che occorre per far si che i dati siano conformi e al sicuro da violazioni che possono inficiare sulla loro integrità e riservatezza. Parliamo di applicazioni professionali e militari dove i sistemi informatici basati  su varie tecnologie, sono già in grado di adeguarsi a soluzioni integrate compreso gli utilizzi degli accessi radio. Ad esempio in ambito militare la piattaforma per reti tattiche ‘Comnet’ , è completata da terminali portatili e veicolari SDR ( Software Defined Radio ) con le più avanzate forma d’onda.

In avionica le tecnologie di Leonardo sono quindi applicate a Data Link e soluzioni integrate ( Data Link Management System ) e, in più, allo sviluppo di ricevitori per localizzazione e navigazione basati su Galileo PRS; una tecnologia di cui Leonardo è all’avanguardia.

In tale ambito, Leonardo opera sia per la protezione delle comunicazioni , che per la protezione del perimetro e degli elementi delle reti con le informazioni in esse presenti. La Cyber Security è allora un elemento fondamentale sia in ambito militare, che in ambito professionale  come banche e protezione civile, e nella gestione dei servizi pubblici. La natura evolutiva delle minacce Cyber è contrastata grazie allo sviluppo continuo di tecniche difensive attraverso nuove tecnologie fondamentali come la Cyber Intelligence, utilizzando algoritmi di ricerca e di analisi semantica, ovvero software complessi e strutturati per svolgere ogni sfaccettatura del problema, indagando sul Web al fine di individuare e anticipare eventuali attacchi. In sintesi la sicurezza e la protezione dei dati non è più una regola sul sistema, ma è un algoritmo complesso che individua e caratterizza tutte le informazioni della rete al fine di evitare che non siano conformi all’obiettivo o al requisito che si intende raggiungere.

Un cambio di cultura epocale: la necessità che l’informazione sia sicura e riservata porta a controllarne la sua integrità e i suoi contenuti; una pratica pericolosa nei limiti in cui la cyber security garantisce attraverso i suoi poteri e le sue competenze, che il prodotto sia dentro le regole normative, della privacy e della sicurezza degli stessi utenti della rete. Un cambio di cultura epocale che incide eccome sulla cultura aeronautica, non solo perché è l’ambiente in cui l’innovazione tecnologica dell’industria aerospaziale  si muoverà sempre più in futuro , ma soprattutto perché nasce un nuovo linguaggio condiviso tra intelligenza artificiale e umana: la logica.

La logica non è solo matematica, è un nuovo metodo di approccio che presuppone una comprensione sistematica dei coinvolgimenti di un flusso informatico di sistema teso a tenere sotto controllo una grossa mole di dati che può interessare certificazioni, abilitazioni del personale, specifiche e normative tecniche. Ovviamente è un metodo che le aziende aerospaziali stanno adoperando . Ad Ottobre, presso l’Accademia delle Scienze di Torino, si è organizzata una giornata di studio in ricordo di Abraham Robinson nel centenario della  sua nascita dal titolo ‘Dagli aerei supersonici alla logica matematica. Abraham Robinson ( 1918-1974 ), vita avventurosa di un matematico completo ‘. Abraham Robinson è stato uno degli ultimi grandi matematici per i quali non c’è differenza tra matematica pura e matematica applicata. Ha dato contributi originali in tutte le discipline: algebra, geometria, analisi, meccanica, logica; ha lavorato su problemi di meccanica strutturale e di aerodinamica per il Ministero dell’Aeronautica britannico, e alla fine della guerra era riconosciuto come uno dei massimi esperti del volo supersonico.

Nello stesso tempo ha posto le basi e l’indirizzo della nuova disciplina logica della teoria dei modelli, che studia i rapporti tra le teorie assiomatiche, soprattutto algebriche e geometriche, e i loro modelli. Il suo successo più esaltante è stato la costruzione dell'analisi non standard, una teoria coerente con infinitesimi e infiniti che permette sia la presentazione del calcolo infinitesimale alla Leibniz, sia applicazioni di sorprendente potenza in tutti i rami della matematica più avanzata. La teoria dei modelli è stata fondamentale nelle applicazioni degli elementi finiti nello studio delle pannellature dell’analisi modale; oggi tali modelli sono consolidati a tal punto che nella ricerca ci si occupa prevalentemente dei materiali coinvolti, con un occhio speciale a quelli innovativi.

Non è solo una questione di tecnica ma soprattutto di approccio mentale e fenomenologico, che potrebbe portare la cultura aeronautica fatta di mente e braccio ad adoperare soprattutto il primo, partendo dal momento in cui si acquisisce un modello su cui operare, analizzandone materia e  sicurezza. La cultura ha senza dubbio a disposizione un ampio spettro di analisi su quelli che sono i traguardi conseguiti in più di cento anni ; adesso è l’uomo che deve calzare le nuove scoperte sulla materia a quelli che saranno i traguardi dei prossimi anni. Ma anche Napoli ove siamo primi nella innovazione aerospaziale, si  fa sentire: Ad Ottobre anche per questo anno, si è organizzato l’International Space Apps Challenge, il più grande hackathon al mondo, dedicato e aperto a tutti gli appassionati di Spazio e promosso dalla NASA.  A livello locale l'evento è co-organizzato dal Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli insieme al Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Napoli Federico II (DII), l'Istituto per il Rilevamento Elettromagnetico dell'Ambiente (IREA-CNR), e il Center for Near Space (CNS) dell'Italian Institute for the Future. Gli sponsor quest'anno sono state le aziende Sòphia High Tech e TRANS-TECH.

 Si tratta di una sfida internazionale che si basa su un approccio di problem solving collaborativo e open-source: saranno 48 ore dedicate alla tecnologia aerospaziale e alle sue applicazioni terrestri. I partecipanti degli hackathon che si terranno contemporaneamente in centinaia di città di tutto il mondo – lo scorso anno hanno partecipato più di 25.000 persone in 187 città di sei continenti - lavoreranno a diverse sfide, proponendo soluzioni innovative per vincere il titolo di Galactic Problem-Solver. I settori di applicazione sono diversi, quindi possono partecipare tutti coloro che hanno la passione per il pianeta Terra e per lo Spazio, e il desiderio di lavorare con un team interdisciplinare sulle varie sfide globali che hanno impatto diretto sulla cultura aeronautica e aerospaziale del futuro. Sei sono gli argomenti :1. Can You Build A...; 2.  Help Others Discover The Earth; 3.  Volcanoes, Icebergs, And Asteroids (Oh My); 4. What The World Needs Now Is...; 5.  An Icy Glare; 6.   A Universe Of Beauty And Wonder , Anche quest'anno, il Consolato Generale degli Stati Uniti a Napoli ha messo in palio tre premi speciali in denaro per i team vincitori locali:   1.300   Euro per   il team primo classificato; 1.000 Euro per il secondo; 700 Euro per il terzo.

In ogni location, i primi due team vincitori locali parteciperanno poi alla fase globale, sottoposti al giudizio degli esperti NASA. Lo scorso anno, il team napoletano BEe Space - si era classificato al secondo posto a #SpaceApps Napoli - era stato poi selezionato per la fase globale della competizione nella categoria 'Best Mission Concept' con il progetto 'H.O.M.E. Lab' (Hexagonal Open Modular Environment). Si trattava di una base di ricerca in isolamento per simulare future missioni su altri pianeti, in particolare su Marte, capace di garantire condizioni di vita confortevoli all'equipaggio al suo interno e progettata con una particolare attenzione all'utilizzo di soluzioni ecosostenibili, anche in vista di possibili applicazioni in ambito civile e nel caso di insediamenti di emergenza a seguito di catastrofi naturali.

Tirando le somme, possiamo dire che la cultura aeronautica e aerospaziale ha fatto passi da gigante, e quell’essere che dall’aereo guardava un secolo fa, gli spazi del mondo ridursi all’improvviso da far sembrare più semplificabile la vita rispetto al passato, adesso crede di dominare la dimensione dell’infinitesimo applicando modelli di logica al futuro e sostenendo il tutto attraverso sistemi sofisticati volti alla sicurezza. Diciamo che questo potrebbe anche andar bene, ma a patto che l’essere si renda conto che se all’inizio del secolo scorso il mondo si riduceva ad un punto, in quel punto adesso esiste un mondo, e se lo vuole veramente non dico controllare o dominare, ma almeno capirlo e strutturarlo per il bene dell’umanità, deve cambiare la visione mentale della propria capacità e della propria sostenibilità.

L’intelligenza in questo deve essere motore principale dell’evoluzione dell’essere e  dei suoi mezzi;  che creano il moto nello spazio e che possono portarci da un capo all’altro del pianeta sempre in minor tempo; capendo bene che l’essere non deve sempre avere rispetto per se stesso modellando a dismisura tutto ciò che gli migliora la vita, ma deve invece rispettare la natura, perché essa è talmente sensibile che possiede tanti piccoli punti ove si annidano dei mondi; e la nostra capacità distruttiva ne deve restare lontano: alla fine il coefficiente di distruzione e le sue conseguenze andrebbero inesorabilmente amplificate. E la cultura aeronautica ha solo veicolato con la materializzazione del sogno più grande dell’uomo, cioe’ volare, quello che è l’essenza della vera evoluzione dell’essere: sapersi ridimensionare ad ogni  scoperta.

  

 BRUNO RUSSO

 

Caso Maugeri, Formigoni va in carcere

22 Febbraio 2019

 ARRESTATO FORMIGONI RAPPRESENTANTE DI UNA VECCHIA DEMOCRAZIA CHE NON SI E' MAI ALLINEATA

Per tutti in Regione Lombardia Roberto Formigoni è, o per lo meno era, il Celeste, lo stesso appellativo tributato all'imperatore cinese. D'altronde per quasi vent'anni - dal 1995 al 2013 - l'ormai ex governatore, condannato stasera in via definitiva dalla Cassazione a cinque anni e dieci mesi per corruzione, ha guidato la Regione con piglio e un consenso di ampia portata, costruendone la nuova sede, un grattacielo di 161 metri, e plasmandone l'attività.

Nato a Lecco nel 1947, politicamente Formigoni è cresciuto nella Dc. Si è laureato in Filosofia alla Cattolica. Ma sulla sua formazione l'impronta forte è stata soprattutto quella di don Luigi Giussani, il fondatore di Cl, di cui Formigoni è allievo, tanto da consacrare la sua vita ai precetti del movimento, un aspetto su cui gli oppositori hanno ironizzato per via delle vacanze di lusso al centro dei processi. Fondatore del Movimento Popolare, alle elezioni europee del 1984 Formigoni è stato recordman di preferenze (450mila). Rieletto nel 1989, per un periodo è stato anche vicepresidente del Parlamento europeo finché nel 1993 è arrivata la nomina a sottosegretario all'Ambiente del governo Ciampi.

Con l'arrivo di Silvio Berlusconi, Formigoni ha fatto la sua scelta di campo: fuori dal Ppi per fondare il Cdu con Rocco Buttiglione, e poi confluire in Forza Italia e nel Pdl. Un lungo rapporto con il Cavaliere (non sempre idilliaco, tanto che Celeste inizialmente era un aggettivo usato ironicamente anche per distinguerlo dai veri azzurri) fino all'adesione all'Ncd di Angelino Alfano, poi Alternativa popolare e infine in Noi per l'Italia. Negli anni in cui ha guidato la Lombardia, a più riprese si è parlato di un suo salto alla politica nazionale. Per due volte - nel 2006 e nel 2008 - Formigoni è stato eletto al Senato ma ha deciso di rimanere a Milano. È in questi anni che ha maturato quella che sembra una svolta 'pop' con l'abito da cerimonia sostituito da cravatte sgargianti, camicie hawaiane, giacche dalla foggia poco convenzionale. Negli anni ha portato avanti una serie di riforme in Lombardia, la più importante quella del sistema sanitario, con l'apertura al settore privato. Le indagini - proprio riguardo un giro di tangenti nella sanità - lo hanno travolto nel 2012.

L'anno dopo, eletto al Senato, ha abbandonato il Pirellone per diventare presidente della commissione Agricoltura. Alle scorse elezioni, candidato Noi per l'Italia, non è stato invece rieletto. Nel frattempo il processo a suo carico è andato avanti con una condanna a sei anni in primo grado, salita a sette anni e sei mesi in appello lo scorso settembre, per arrivare infine al giudizio definitivo della Cassazione con la condanna a cinque anni e dieci mesi.

Ora è una mera questione di  giustizia. Non solo l'adeguamento dei principi con i quali un politico fonda un patito e gli fornisce un nome che dipende dalla funzione concreta dello stesso, e sappiamo che Comunione e Liberazione, non ha mai espresso un apporto convergente alle questioni della politica, ma è c'è il oericolo che indipendentemente dalla lungaggine con la quale si gestiscono i processi in Italia, si rischia che il contributo finale alla sentenza sia spinto più dalla volontà di creare un esempio, che dalla precisa concezione della pena.

In un Paese in cui non c'è la certezza del giudizio e della pena, tutto diventa labile e di questa situazione se ne possono appropriare coloro che con i soldi vogliono  definire le questioni più cogenti, o almeno fare in modo che il giudizio sia influenzato da bnecessità che non sono in linea con il codice.

 

  

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  13/07/2018

LAUREA HONORIS CAUSA AD ALBERTO DI MONACO ALL’ISTITUTO PARTHENOPE

“Monseigneur, Gentile Ambasciatore, Gentile Console, Autorità di Governo, Civili e Militari, Magnifici Rettori, Rettori Emeriti, Egregi Direttori e carissimi colleghi docenti e dirigenti. Gentili ospiti desidero porgere il mio più cordiale benvenuto e quello dell’intero Ateneo a tutti voi ed è con vivissima soddisfazione che introduco la cerimonia di conferimento della Laurea Honoris Causa a Monseigneur ALBERT ALEXANDRE LOUIS PIERRE GRIMALDI Principe di Monaco che saluto e ringrazio sinceramente. Siamo orgogliosi di ospitare S.A.S. nella splendida cornice del Golfo di Napoli dove storia, cultura, tradizioni e sviluppo sono indissolubilmente legati al mare”: l’incipit del Rettore dell’Università Parthenope di Napoli , Alberto Carotenuto, ha sintetizzato i contenuti di un evento importante che ha caratterizzato la vita napoleana: la laurea Honoris Causa a S.A.S. ALBERTO II, Principe di Monaco, consegnata Mercoledì 16 maggio 2018 a Villa Doria D’Angri in Via Petrarca 80, Napoli: “l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” rivendica il suo ruolo poiché affonda le sue radici nella storia della città di Napoli, autentico crogiuolo di cultura marina e marittima, e del suo millenario legame con il mare. Legame al quale il nostro Ateneo si ispira anche nel suo simbolo raffigurante la sirena Parthenope che, secondo la leggenda, morì in seguito alle pene d’amore dovute al rifiuto del leggendario eroe Ulisse ed il cui corpo senza vita approdò sulle rive dell’isolotto di Megaride in cui oggi sorge Castel dell’Ovo “. La cerimonia si è svolta alla presenza di una folta rappresentanza consolare tra cui il Console Onorario del Principato di Monaco Mariano Bruno e il Console Generale di Francia Jean-Paul Seytre che ha affermato:  “ Onorato di poter salutare SAS Alberto II, Principe  sovrano di Monaco e amico della Francia “.

E’ stato un cerimoniale molto lungo ove altresì si sono specificati i presupposti e le ragioni del conferimento : dall’inizio degli anni 90 grande impegno è stato profuso dai nostri ricercatori alla definizione del ruolo delle aree polari nel sistema climatico globale, partecipando e coordinando le attività italiane di ricerca oceanografica in Antartide. Ambiti scientifici e ricerche che, come emergerà dalla laudatio della laurea, hanno numerosi punti in comune con le attività svolte dal Principe Alberto II che ha saputo raccogliere l’esplorazione del mare, sviluppando ed ampliando in chiave l’antica e prestigiosa tradizione familiare per le scienze. Quella di oggi è la prima Laurea Honoris Causa che mi accingo a conferire dall’inizio del mio mandato di Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. Essa rappresenta quindi per me, ancora di più di quanto non sia per sua stessa natura, un momento di profonda responsabilità ed impegno culturale. Come è noto, la Laurea Honoris Causa è conferita a personalità che hanno saputo contribuire in modo rilevante ad accrescere scienza, cultura e sviluppo

della società. Essa è una decisione che coinvolge l’intero Ateneo nel riconoscere l’importanza e l’attualità dei motivi che caratterizzano l’attività della personalità prescelta. Un riconoscimento altamente simbolico perché è la riaffermazione della volontà della nostra comunità scientifica e accademica i onorare personalità di altissimo spessore culturale che hanno saputo svolgere ruoli determinanti a livello planetario. La proposta del Dipartimento di Scienze e Tecnologie si inserisce pienamente in questa ottica e segue coerentemente il solco della tradizione e della eccellenza della ricerca del nostro Ateneo che ha immediatamente riconosciuto il contributo straordinario fornito da S.A.S. Alberto II per l’esplorazione, la ricerca e la disseminazione delle scienze del mare, ma anche

e soprattutto nella salvaguardia dell’ambiente marino… È quindi con estremo piacere che il nostro Ateneo conferisce  oggi la Laurea Honoris Causa in “Scienze Tecnologie della Navigazione” a Sua Altezza Serenissima il principe Alberto II di Monaco a cui va riconosciuto il merito indiscusso di aver promosso, sostenuto e diffuso con impegno, passione ed efficacia in tutte le sedi politiche e istituzionali, la ricerca marina sia a livello mediterraneo, sia globale anche nel contesto dei cambiamenti climatici in atto “. E’ seguita la Laudatio di Sua Altezza Serenissima Alberto II Principe di Monaco da parte del Prof. Giorgio Budillon Direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie, il quale tra l’altro ha sottolineato che nel giugno 2006, per preciso volere di S.A.S. nasce la Fondazione Principe Alberto II dedicata allo studio e alla protezione dell›ambiente, che si propone di stimolare una gestione sostenibile ed equa delle risorse naturali e di porre l›uomo al centro dei suoi progetti, supportando l›implementazione di soluzioni innovative ed etiche in tre aree principali: cambiamento climatico, acqua e biodiversità. Dall’inizio delle proprie attività, la Fondazione ha già finanziato più di 350 progetti in diverse aree del globo. Nel gennaio 2009, il Principe Alberto II ha sostenuto la “Monaco Blue Initiative” e il piano dell’IOC-UNESCO sull’acidificazione degli oceani (“Oceans in a High CO2 World”) che successivamente ha portato alla “Dichiarazione di Monaco” che esorta i politici ad agire per ridurre le emissioni di CO2 al fine di impedire l’acidificazione degli oceani e non compromettere i delicati equilibri degli ecosistemi marini. Alla fine del 2011, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha affidato al Principe Alberto II la preparazione della componente “Oceani” per la conferenza Rio+20. Sua Altezza ha inoltre assunto la responsabilità dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change – Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici) per lo Special Ocean Report. Già prima di ricevere l’incarico di Capo di Stato, il Principe Alberto II presiedeva la CIESM (Commission Internationale

pour l’Exploration Scientifique de la Mer Méditerranée) con sede a Monaco, creata all’inizio del secolo per iniziativa del trisavolo il Principe Alberto I. Più recentemente, nel giugno 2017, il Principe Alberto II ha dato il via ad una campagna scientifica denominata “The Explorations of Monaco”: un ambizioso progetto concepito attorno a una nave unica – la Yersin – con un rigoroso programma scientifico, che rinnova la tradizione del Principato sulle esplorazioni marine, finanziate per apprendere, comprendere, sensibilizzare l’opinione pubblica e attivare nuove iniziative. Tematiche che hanno sempre caratterizzato l’anima culturale dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, fondata ormai 100 anni fa come Regio Istituto di Incoraggiamento di Napoli: un centro di studi sul mare «in quanto è, in quanto produce ed in quanto mezzo di scambio” anticipando di quasi ormai 100 anni fa come Regio Istituto di Incoraggiamento di Napoli: un centro di studi sul mare «in quanto è, in quanto produce ed in quanto mezzo di scambio” anticipando di quasi un secolo quelle tematiche che oggi vengono sintetizzate nella “Blue Growth” che costituisce una opportunità di crescita culturale ed economica per creare nuova occupazione, sostenere la competitività di sistema e rafforzare la coesione sociale. Tematiche sviscerate ampiamente nell’ambito dei corsi di Laurea di questo Ateneo ed in particolare, per le tematiche marine, nella Laurea Magistrale in Scienze e Tecnologie della Navigazione. Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Parthenope” ha proceduto  con i poteri che gli sono conferiti dalla legge, alla proclamazione del nuovo Laureato Magistrale in “Scienze e Tecnologie della Navigazione.

E’ seguito Il lungo discorso di SAS il Principe Alberto II di Monaco, di cui le prime batture: “Desidero, in primis, porgere un sincero ringraziamento per le parole espresse nei miei confronti, che mi hanno profondamente toccato. Sono onorato di ricevere oggi la Laurea Honoris Causa in Scienze e Tecnologie della Navigazione in questa antica e prestigiosa Università, che da sempre costituisce uno dei pilastri della trasmissione, dello sviluppo dello studio delle problematiche ambientali e soprattutto marittime, contraddistinguendosi per la sua operosità, per la sua vocazione all’apertura, al dinamismo e all’internazionalità … Il degrado ambientale è portatore di disuguaglianze e colpisce sempre i più deboli. È portatore di malattie nonché di fame; sconvolge gli equilibri biologici di intere regioni ed indebolisce la biodiversità. È portatore di conflitti: rarifica le

risorse; è portatore dello sradicamento; rende inospitali regioni intere; spinge i suoi abitanti all’esilio. Il progetto “Beyond Plastic Med” è nato dalla volontà di un gruppo esperto di attori interessati all’inquinamento da plastica nei mari, riunitosi nel 2015 a Monaco. I loro lavori hanno portato alla creazione della Task Force BeMed, che ha permesso di far emergere e di sostenere progetti locali di lotta  “.

Il Principato di Monaco ospita la Commissione Internazionale per l’Esplorazione Scientifica del Mediterraneo (CIESM) di cui Monaco con il Principe Alberto I, insieme all’Italia, fu membro fondatore. La CIESM, che studia le caratteristiche idrografiche e biologiche del Mediterraneo, ha pertanto un ruolo importantissimo nell’esplorazione del mare, operando per il coordinamento internazionale degli istituti di ricerca nazionali. La cerimonia ha visto anche il debutto della validissima orchestra della Parthenope, che ha suonato gli Inni nazionali dei due Paesi  ed ‘O sole mio’. L’orchestra è di recente formazione ed è composta da 25 elementi, tutti professori, studenti ed amministrativi dell’Università.

 

Bruno Russo

   

 

 

10/11/2016

               

Il trionfo di Donald Trump

 

Voto shock negli Stati Uniti: Donald Trump, a sorpresa, è il nuovo presidente degli Stati Uniti. Trump ha conquistato la Casa Bianca assicurandosi almeno 289 grandi elettori, lasciando Hillary Clinton a quota 228. Il tycoon vince in quasi tutti gli 'swing state', tra gli altri Florida, Ohio, Virginia, Iowa e Nevada. "Sarò il presidente di tutti", promette il neo-inquilino della Casa Bianca tendendo la mano a Hillary Clinton nel suo primo discorso e dicendo di volersi spendere per evitare divisioni.

Diverse ore dopo la cocente sconfitta e il sogno sfumato di essere la prima donna presidente alla Casa Bianca Hillary Clinton rompe il silenzio: "Mi sono congratulata con Donald Trump e impegnata a lavorare con lui per il bene del Paese". "E' una sconfitta dolorosa, e lo sara' per molto tempo. Sono delusa e mi dispiace non aver vinto queste elezioni", ha aggiunto visibilmente emozionata. Poi un messaggio alle sue sostenitrici, facendo riferimento alla possibilità che una donna diventi presidente degli Usa:  "Non abbiamo ancora rotto il piu' alto e piu' duro soffitto di cristallo ma un giorno succederà". E concludendo: "Dobbiamo accettare il risultato" della vittoria di Donald Trump che ora "è il nostro presidente".

"Non e' un segreto che io e Trump abbiamo idee differenti ma dobbiamo unire il Paese", ha detto da parte sua Barack Obama sottolineando che "ora dobbiamo fare il tifo per il successo di Trump per unire e guidare il Paese".

 

  Bruno Russo

 

IMPRESE IN PROGRESS: ARTI GRAFICHE BOCCIA

IMPRESE IN PROGRESS: ARTI GRAFICHE BOCCIA - IL CORRIERE BLU

28.10.2015  UNA IMPRESA ITALIANA ALL'AVANGUARDIA. IL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA SCRIVE AD ARTI GRAFICHE BOCCIA: Presentazione a Milano a Expo 2015 di “Arti Grafiche Boccia " . Più di cinquant’anni di storia di Arti Grafiche Boccia raccontati da Valerio Castronovo.   di Roberto Race

 

 

 Sergio Mattarella scrive ad Arti Grafiche Boccia: Gli oltre cinquant'anni di attività hanno consolidato una realtà di alto profilo, presente in dieci paesi di tre continenti Il Presidente della Repubblica ha inviato un messaggio al Presidente di Arti Grafiche Boccia Orazio Boccia in occasione della Convention dell'azienda iniziata a Milano ieri con l'intervento del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi

"Nel panorama imprenditoriale italiano e in particolare del Mezzogiorno, Arti Grafiche Boccia ha rappresentato un'esperienza di notevole interesse. Come nota il Professor Castronovo, l'obiettivo di eccellenza perseguito dall'azienda, attraverso la difficile transizione dettata dalla rivoluzione digitale, ha rappresentato la chiave di un percorso di successo."
Inizia così il messaggio inviato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Presidente di Arti Grafiche Boccia SpA Orazio Boccia in occasione della Convention dell'azienda iniziata a Milano ieri con l'intervento del Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi e continuata questa mattina  a Expo 2015 all’interno di “The Waterstone”, lo spazio espositivo di Intesa Sanpaolo con la presentazione del volume dello storico Valerio Castronovo “Arti Grafiche Boccia. Un’impresa italiana all’avanguardia” edito da Laterza.

"Internazionalizzazione- continua Mattarella nel messaggio- da un lato e comunità d'impresa dall'altro, sono state le realizzazioni che hanno permesso il raggiungimento di significativi traguardi. Gli oltre cinquant'anni di attività hanno consolidato una realtà di alto profilo, presente in dieci paesi di tre continenti. Sono lieto di esprimere in quest'occasione a Lei Cavaliere del Lavoro Boccia ed a tutte le maestranze del gruppo i migliori auguri
Sergio Mattarella".
 

Il volume
 “Arti Grafiche Boccia. Un’impresa italiana all’avanguardia”: più di cinquant’anni di storia di Arti Grafiche Boccia raccontati da Valerio Castronovo
 

Dalla ricerca della qualità alla Fabbrica Eccellente: il successo di Arti Grafiche Boccia (www.artigraficheboccia.it)  diventa un libro edito da Laterza.
Il volume, “Arti Grafiche Boccia. Un’impresa italiana all’avanguardia”, è stato presentato questa mattina a Milano a Expo 2015 all’interno di “The Waterstone”, lo spazio espositivo di Intesa Sanpaolo.
A presentare il volume con l’autore sono stati l’Amministratore Delegato di Editori Laterza e Vice Presidente per il Mezzogiorno di Confindustria Alessandro Laterza e l’Amministratore Delegato di Arti Grafiche Boccia Vincenzo Boccia.

La storia di una delle più affermate imprese del Mezzogiorno è raccontata dallo storico Valerio Castronovo, tra i maggiori e più prestigiosi studiosi europei dell’economia.
La narrazione  si snoda nell’arco di oltre mezzo secolo. La piccola azienda artigiana fondata da Orazio Boccia agli inizi degli anni sessanta è diventata una delle imprese del settore più internazionalizzate, presente in dieci paesi di tre continenti.
Un’appassionante vicenda umana oltre che aziendale. Una dinamica realtà produttiva nata dal nulla, grazie alla passione, alla tenacia e all’intelligenza di uno “scugnizzo”: Orazio, orfano di padre e vissuto per anni nel “Serraglio”, come veniva etichettato allora l’orfanotrofio Umberto I.

La lunga battaglia per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’azienda, una scommessa che nei primi decenni viene vinta grazie al coraggio e alla determinazione con cui Orazio persegue la sua visione di impresa sociale, refrattaria a compromessi clientelari, proiettata sulle commesse dei privati e sul mercato, privilegiando sempre la qualità delle produzioni.
La fase molto critica vissuta agli inizi degli anni novanta e la svolta nella gestione, con l’ingresso al vertice aziendale dei due figli di Orazio, Vincenzo e Maurizio. L’introduzione di criteri di conduzione manageriali moderni e il consolidamento dell’innovazione con il conseguente acquisto di macchinari d’avanguardia, spesso prime installazioni assolute in Europa.
La diversificazione produttiva e l’apertura di sedi commerciali all’estero, in Francia, Inghilterra, Nord Europa.

I riconoscimenti come il Cavalierato del Lavoro a Orazio e l’ascesa in Confindustria di Vincenzo, diventato Presidente della Piccola Industria e successivamente del Comitato Credito e Finanza. Le celebrazioni come la manifestazione per i “Cinquanta più uno anni” dell’Azienda, con il messaggio di apprezzamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il nuovo modello della Fabbrica dell’Eccellenza, che unisce all’ottimizzazione dei costi e delle mansioni lo spirito di squadra, nella condivisione di un progetto di crescita produttiva e valoriale.
Queste e tante altre vicende sono raccontate con lucida analisi ma anche con passione per il mondo dell’industria e delle piccole imprese che crescono. Una sfida che sarà riproposta ad Expo e che nasce dalla vocazione innata di chi sa coniugare i valori dell’impresa con quelli della responsabilità sociale e del rischio.

Mercoledì 28 ottobre la presentazione a Milano a Expo 2015 di “Arti Grafiche Boccia. Un’impresa italiana all’avanguardia”: più di cinquant’anni di storia di Arti Grafiche Boccia raccontati da Valerio Castronovo
A presentare il volume con l’autore saranno l’Amministratore Delegato di Editori Laterza e Vice Presidente per il Mezzogiorno di Confindustria Alessandro Laterza e l’Amministratore Delegato di Arti Grafiche Boccia Vincenzo Boccia

Dalla ricerca della qualità alla Fabbrica Eccellente: il successo di Arti Grafiche Boccia (www.artigraficheboccia.it)  diventa un libro edito da Laterza.
Il volume, “Arti Grafiche Boccia. Un’impresa italiana all’avanguardia”, sarà presentato ufficialmente a Milano a Expo 2015 domani mercoledì 28 ottobre alle 10 e 30 all’interno di “The Waterstone”, lo spazio espositivo di Intesa Sanpaolo.
A presentare il volume con l’autore saranno l’Amministratore Delegato di Editori Laterza e Vice Presidente per il Mezzogiorno di Confindustria Alessandro Laterza e l’Amministratore Delegato di Arti Grafiche Boccia Vincenzo Boccia.

La storia di una delle più affermate imprese del Mezzogiorno è raccontata dallo storico Valerio Castronovo, tra i maggiori e più prestigiosi studiosi europei dell’economia.
La narrazione  si snoda nell’arco di oltre mezzo secolo. La piccola azienda artigiana fondata da Orazio Boccia agli inizi degli anni sessanta è diventata una delle imprese del settore più internazionalizzate, presente in dieci paesi di tre continenti.
Un’appassionante vicenda umana oltre che aziendale. Una dinamica realtà produttiva nata dal nulla, grazie alla passione, alla tenacia e all’intelligenza di uno “scugnizzo”: Orazio, orfano di padre e vissuto per anni nel “Serraglio”, come veniva etichettato allora l’orfanotrofio Umberto I.

La lunga battaglia per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’azienda, una scommessa che nei primi decenni viene vinta grazie al coraggio e alla determinazione con cui Orazio persegue la sua visione di impresa sociale, refrattaria a compromessi clientelari, proiettata sulle commesse dei privati e sul mercato, privilegiando sempre la qualità delle produzioni.
La fase molto critica vissuta agli inizi degli anni novanta e la svolta nella gestione, con l’ingresso al vertice aziendale dei due figli di Orazio, Vincenzo e Maurizio. L’introduzione di criteri di conduzione manageriali moderni e il consolidamento dell’innovazione con il conseguente acquisto di macchinari d’avanguardia, spesso prime installazioni assolute in Europa.
La diversificazione produttiva e l’apertura di sedi commerciali all’estero, in Francia, Inghilterra, Nord Europa.

I riconoscimenti come il Cavalierato del Lavoro a Orazio e l’ascesa in Confindustria di Vincenzo, diventato Presidente della Piccola Industria e successivamente del Comitato Credito e Finanza. Le celebrazioni come la manifestazione per i “Cinquanta più uno anni” dell’Azienda, con il messaggio di apprezzamento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il nuovo modello della Fabbrica dell’Eccellenza, che unisce all’ottimizzazione dei costi e delle mansioni lo spirito di squadra, nella condivisione di un progetto di crescita produttiva e valoriale.
Queste e tante altre vicende sono raccontate con lucida analisi ma anche con passione per il mondo dell’industria e delle piccole imprese che crescono. Una sfida che sarà riproposta ad Expo e che nasce dalla vocazione innata di chi sa coniugare i valori dell’impresa con quelli della responsabilità sociale e del rischio.

Per ulteriori informazioni e interviste:
Relazioni Esterne Arti Grafiche Boccia
Roberto Race

artigrafichebocciamedia@gmail.com

Ufficio stampa Editori Laterza:
06 45465305
laterza@laterza.it  


Seguono le schede di Arti Grafiche Boccia e dell'autore:

Arti Grafiche Boccia Spa
Con oltre 40 milioni di fatturato nel 2014, cresciuto negli ultimi 5 anni del 20% circa, è una delle industrie leader nel settore a livello continentale. Si caratterizza per la presenza di alcuni dei più innovativi impianti, in alcuni casi prime installazioni in assoluto in Europa. Arti Grafiche Boccia stampa quotidiani, riviste specializzate, cataloghi, stampati per la grande distribuzione organizzata, etichette e cluster per i comparti dell’agroalimentare, del beverage e del pet food.
L’azienda, fondata negli anni sessanta, è stata sempre all'avanguardia per intuizioni e scelte imprenditoriali. Attualmente occupa circa 150 addetti.
Punto di forza dell’azienda, che negli ultimi cinque anni ha investito oltre 54 milioni in macchinari e tecnologie  è, infatti, la costante ricerca dell’innovazione organizzativa a 360 gradi, di processo e di prodotto. Recentissimo è l’investimento relativo alla rotativa Cerutti S96, che consente ad
Arti Grafiche Boccia la possibilità di trasferire l'esperienza dell'area quotidiani alla Grande Distribuzione Organizzata.  Di notte infatti gli impianti sono usati per la stampa di quotidiani, mentre di giorno l'impianto è utilizzato per gli stampati della Gdo, con tempi di realizzazione dei relativi prodotti assimilabili a quelli dei quotidiani e modularità di foliazioni, fino a novantasei pagine tutte a colori con possibilità di cambi, anche di singole pagine, sin da 1000 copie particolarmente vantaggiosi. Con tale investimento il parco macchine della Società si attesta a 5 rotative commerciali, con impianti in grado di generare notevoli economie di scala, e con la possibilità di governare e realizzare tutte le fasi del ciclo produttivo all’interno del proprio stabilimento.
L’investimento s’inquadra in una strategia aziendale di crescita e diversificazione produttiva con l’ingresso anche nel segmento della cartotecnica, attraverso l’acquisizione di 2 macchine fustellatrici Bobst, e l'ingresso, per il settore Agroalimentare, nel segmento dei cluster e degli astucci, che si aggiungono al segmento della stampa di etichette, con un incremento del fatturato, per la divisione di competenza, di oltre il 60 per cento nel giro di un anno (gennaio 2014-gennaio 2015).
Un ulteriore investimento ha riguardato l’impianto Heildelberg XL-105 6 colori, operativa da giugno 2015. Si tratta di una macchina “a foglio” che consentirà all'azienda di implementare la presenza nel segmento dell'agroalimentare e della periodica specializzata.
Il piano strategico prevede il consolidamento nel mercato domestico europeo e nazionale (Parigi, Milano, Roma), ed il potenziamento della rete commerciale in Nord Europa.

Le foto in alta risoluzione dell'azienda sono scaricabili da:
https://drive.google.com/folderview?id=0B94EIy0WUeXcam5seU9melJSS2M&usp=sharing


Il video dell'azienda:
https://www.youtube.com/watch?v=Q-URXvgiknI

Il video della Cerutti:
https://www.youtube.com/watch?v=05XH-jfocaI

Il video della Komori:
https://www.youtube.com/watch?v=6wLHi4lIRxM

 
Valerio Castronovo
È nato a Vercelli il 15 febbraio 1935. Assistente volontario di storia contemporanea dal 1960 all’Universita di Torino, è stato dal 1967 al 1971 professore incaricato di storia moderna all’Università Statale di Milano e dal 1972 al 2004 ha ricoperto la cattedra di storia contemporanea all’Università di Torino. È socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino, e direttore scientifico dal 1983 della rivista trimestrale di scienze e storia “Prometeo”. È presidente dal 1982 del Centro Studi per la documentazione storica ed economica dell’impresa di Roma. Presiede l’Archivio del cinema industriale dell’Università “Carlo Cattaneo” di Castellanza, e la Fondazione Museo italiano dell’industria e del lavoro “Eugenio Battisti” di Brescia. E’ presidente dell’Istituto di studi storici “Gaetano Salvemini” di Torino, e membro del Comitato scientifico dell’Istituto universitario di studi europei di Torino. Ha collaborato dal 1976 al 1998 alle pagine culturali di “Repubblica”; e dal 2000 è collaboratore del “Sole 24 Ore”.

Fra le sue pubblicazioni degli ultimi cinque anni: La stampa italiana dall’Unità al fascismo (Editori Laterza, 1970);Giovanni Agnelli (Utet, 1971); La storia economica. Dall’Unità d’Italia a oggi, (Einaudi, 1975); L’industria italiana dall’Ottocento a oggi (Mondadori, 1981); “La Stampa” 1867-1925. Un’idea di democrazia liberale (Angeli, 1987); Grandi e piccoli borghesi (Editori Laterza, 1988); Le rivoluzioni del capitalismo (Editori Laterza, 1996); Fiat 1899-1999. Un secolo di storia italiana (Rizzoli, 1999); L’eredità del Novecento. (Einaudi, 2000); Le paure degli italiani (Rizzoli, 2003); L’avventura dell’unità europea. (Einaudi, 2004); Un passato che ritorna. L’Europa e la sfida dell’Asia (Editori Laterza, 2006); Piazze e caserme. I dilemmi dell’America latina (Editori Laterza, 2007); Cento anni di imprese. Storia della Confindustria (Editori Laterza, 2010); Le ombre lunghe del Novecento. (Mondadori 2010); Il capitalismo ibrido. Saggio sul mondo multipolare (Editori Laterza, 2011), Storia dell’Iri. Dalle origini al dopoguerra (Editori Laterza, 2012), Il gioco delle parti. La nazionalizzazione dell’energia elettrica in Italia (Rizzoli, 2012); Storia di una banca. La Banca Nazionale del Lavoro nell’economia italiana 1913-2013 (Editori Laterza, 2013) e Storia economica d’Italia dall’Ottocento a oggi (Einaudi 2013).

 

Roberto Race

CRONACHE DAL VATICANO....Il miracolo di San Gennaro e la mostra del suo tesoro

Un tesoro assemblato nei secoli
CRONACHE DAL VATICANO....Il miracolo di San Gennaro e la mostra del suo tesoro - IL CORRIERE BLU

Dopo  la mostra del tesoro di San Gennero nella sua interezza, si è svolto il 19 Settembre il miracolo del sangue del martire che si scioglie nell'ampolla: scienza o mistero? Intanto l'avvenimento segue la grande mostra del suo tesoro.  E' la prima volta che il tesoro definito più grande e riccoal mondo, viene mostrato integralmente in sette siti della città opportunamente scelti e organizzati, nel quartiere ove si celebra la ricorrenza della liquefazione del sangue del Santo. Gemme preziose e rare, per tesori di inestimabili valore la cui composizione ha richiesto nel passato anche più di 200 anni. Un evento quindi di proporzione internazionale, che viene riproposto ogni anno nelle sedi del centro antico di Napoli, e che ha consentito anche l'apertura di alcune antiche porte della città. Alcuni pezzi del tesoro, hanno richiesto ben 250 anni per essere definitivamente composti, previo molteplici donazioni di nobili e potenti. Pietre di incredibile bellezza che provengono soprattutto dall'America andina, precisamente dal popolo dei Maya che avevano una particolatre disponibilità di preziosi e di oro. Gli spagnoli feceroi man bassa di queste ricchezze, per fonderle e adoperarle in Patria. L'opera feconda di alcuni padri presenti tra i soldati di Cortez e Pizarro fecero si che alcune pietre sono state conservate fino ad essere custodite dalla stessa Curia, che le ha adoperate nei secoli per costruirvi tesori di inestimabile bellezza, assemblati e costruiti grazie a donazioni e benevolenze dei regnanti, e dei nobili.  Intanto il miracolo è avvenuto di notte, durante il primo acquazzone e nel bel mezzo delle polemiche che riguardano la data di celebrazione.

IL LIBRO: UN MAGISTRATO MORTO DI MALAGIUSTIZIA

29.10.2015  LA STORIA DI UN MAGISTRATO MORTO DI MALAGIUSTIZIA: Mario Conte lascia un libro testamento sul sistema giudiziario italiano con una serie di proposte del processo penale   di Roberto Conte

La storia del magistrato morto di malagiustizia

Un accanimento giudiziario durato vent’anni, una lunga battaglia difensiva con la rinuncia alla prescrizione e
l’assoluzione arrivata pochi mesi prima della morte per una lunga malattia oncologica
 
“Non serve una riforma epocale ma piccoli interventi mirati per normalizzare un sistema giudiziario
che spesso deve sostituirsi all’inefficienza degli altri poteri dello Stato”
 
Dopo i funerali a Bergamo ora Sabato 10 Ottobre alle ore 17 a Villanova del Battista (Avellino) la celebrazione nel paese delle sue origini
  
Associazione a delinquere, traffico di stupefacenti, falso e peculato. Era l’estate del 2003 quando Mario Conte, napoletano di nascita, irpino di origini familiari, in magistratura dal 1978, pubblico ministero a Bergamo per lunghi anni, e dal 1992 al 1996 applicato presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, riceve un inquietante e inatteso avviso di garanzia. “C’era scritto davvero traffico di stupefacenti? Sono un narcos? Il mio lavoro di pm si era improvvisamente trasformato in attività criminale?”. Così Mario Conte descrive nel suo libro denuncia il suo stato d’animo di quei momenti. “E se fossi tu l’imputato?. Storia di un magistrato in attesa di giustizia” (Guerini e Associati Editore) è stata la sua ultima battaglia prima della sua scomparsa, avvenuta lo scorso 2 Ottobre nell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo dopo una straziante battaglia con un mieloma multiplo diagnosticatogli nel 2006. Sabato 10 Ottobre alle ore 17 nella Chiesa di Santa Maria Assunta di Villanova del Battista, il ricordo del paese di origine dopo i funerali svoltisi lunedì scorso a Bergamo.

La grave malattia poco dopo l’inizio di un processo logorante

“Come medico, mi chiedo quanto questa brutta storia possa avere influito sull’eziogenesi della sua malattia. Una malattia che ha affrontato con una dignità incredibile, senza mai autocommiserarsi, ma dialogando con la morte quotidianamente, augurandosi solo di poter avere il tempo di riscattare il suo nome”. Così l’amico Giorgio Gabriele Bani, neurochirurgo all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, sottolinea la probabile correlazione tra la malattia oncologica e la sofferenza per l’incredibile vicenda processuale.
Il 15 Luglio del 1997 è la data d’inizio del calvario giudiziario di Mario Conte. Il pm bresciano Fabio Salamone (i cui conflitti di interesse emergeranno proprio nel libro di Mario Conte in maniera dettagliatamente documentata) raccoglie la deposizione di Biagio Rotondo, criminale di lungo corso, che dopo l’ultimo arresto della Questura di Brescia, di fronte ad accuse gravissime (tra cui tentato omicidio e rapina aggravata) si dichiara pronto a collaborare per riferire di una serie di presunte operazioni illecitamente gestite dai militare del ROS di Bergamo e di Roma e coordinate da Mario Conte che avrebbero costituito una “struttura deviata” per strumentalizzare le norme sulla consegna controllata di stupefacenti al fine di conseguire brillanti operazioni di polizia.
 
Un iter giudiziario lungo 20 anni e il libro-testamento

Dal luglio 1997 all’estate del 2003 passano sei anni solo per gli avvisi di garanzia. Altri due anni per il rinvio a giudizio. Altri nove anni anni per due gradi di giudizio con l’assoluzione con formula piena per Mario Conte che arriva dalla Corte di Appello di Milano soltanto il 2 Luglio 2014 e soltanto perché Conte aveva scelto di rinunciare ad avvalersi della prescrizione. Una assoluzione che arriva però quando Mario Conte aveva capito di essere prossimo alla sconfitta nella sua battaglia parallela: quella contro il mieloma.
Ed è per questo che Mario Conte decide di scrivere un libro-testamento. E lo fa senza acredine ma con una accurata ricostruzione della carte processuali “avendo speso gli ultimi 12 anni della mia vita esclusivamente nel ruolo di avvocato difensore di me stesso”, ricorda Conte nel libro, sottolineando “come sia stato quasi fortunato ad aver avuto le competenze e i mezzi per potersi difendere a differenza di tanti cittadini comuni che possono essere travolti dagli errori del sistema giudiziario”. E allora il libro, come scrive Conte, nasce proprio per questo “per sollecitare nelle istituzioni e nella magistratura una riflessione sulle contraddizioni dell’ordinamento giudiziario italiano, su i suoi vuoti e sulle sue possibili degenerazioni, affinché il ruolo del pubblico ministero resti sempre e solo quello di chi deve accertare i fatti e acquisire le prove a carico ma anche a discarico dell’imputato e non quello di un giustiziere che deve ristabilire un ordine sociale violato”.
 
Non serve una riforma epocale ma piccoli interventi mirati per “normalizzare” un sistema giudiziario che spesso deve sostituirsi all’inefficienza degli altri poteri dello Stato

Un libro quello di Mario Conte che, ripercorrendo la sua vicenda giudiziaria con dovizia di documenti e di particolari, diventa anche un manifesto programmatico per una possibile riforma della giustizia o meglio per una serie di piccoli accorgimenti mirati perché, come scrive Conte, “in Italia il vero problema in materia di giustizia non è quello di fare riforme epocali ma di recuperare la distinzioni dei ruoli e la cultura della prova, oggi spesso soppiantata da una visione della giustizia non già come servizio nei confronti del cittadino, ma come esercizio di un potere che funge da ammortizzatore sociale, scadendo così in un’attività di supplenza di altri poteri dello stato incapaci di esprimere il proprio ruolo”
Secondo Mario Conte serve un sistema in cui il processo penale “debba solo accertare in tempi ragionevoli se l’imputato è colpevole o innocente oltre ogni ragionevole dubbio, senza nessuna forzatura, senza preconcetti o tesi precostituite da difendere” così come servirebbe prevedere “un rapporto più equilibrato tra imputato e inquirenti restituendo dignità al primo (intesa come rispetto della persone e dei diritti e non dimenticando la presunzione di innocenza) e professionalità ai secondi: elementi essenziali per l’efficienza e l’affidabilità di un sistema giudiziario di uno stato democratico”.
Idee semplici e chiare che avranno bisogno di un’immediata applicazione per evitare che in futuro si possano ripetere vicende giudiziarie così paradossali. Del resto il valore assoluto della ricerca della verità e il miglioramento di quel sistema giudiziario per cui ha speso una vita intera sono stati proprio l’obiettivo per cui Mario Conte si è battuto fino all’ultimo respiro.


Dott. Roberto Conte
Giornalista Professionista

robertoconte8@libero.it
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Twitter: @ConteRob

L'ECONOMIA DELLA CULTURA

IL SABATO DELLE IDEE

L’Economia della Cultura

 Addis Abeba, novanta Ong per il primo meeting per battere Tbc e povertà

Da Torino a Catania: gli studiosi italiani di economia della cultura

si confrontano al Sabato delle Idee

 

 

Con la partecipazione del consigliere per la cultura

della Presidenza della Regione Campania Sebastiano Maffettone

 

Al termine dell’incontro visita guidata alla Mostra

“Le Cattedrali dell’effimero”

Il dopo Expo: una riflessione iconografica sulle grandi esposizioni

 

 

Sabato 28 Novembre ore 10.30

 

Accademia di Belle Arti di Napoli

Via Santa Maria di Costantinopoli 107, Napoli

 

 

 

Comunicato Stampa

 

 

Dopo il grande successo del ciclo di incontri tematici dedicati alla Geopolitica, sabato 28 novembre alle ore 10.30 ritorna il tradizionale appuntamento mensile con “Il Sabato delle Idee”, che stavolta, nel suo giro itinerante tra le istituzioni culturali e accademiche della città, farà tappa all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

 

 

Sul tavolo della discussione ci sarà un tema nevralgico per la crescita del Mezzogiorno e dell’intero Paese: l’economia della cultura, con un dibattito a più voci, tra i massimi studiosi nazionali del settore, che sarà introdotto come di consueto da Lucio d’Alessandro, Rettore dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Gaetano Manfredi, Rettore dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, e da Marco Salvatore, fondatore del Sabato delle Idee.

 

In apertura dei lavori gli interventi di Paolo Ricci, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e di Massimo Marrelli, professore emerito di Scienza delle Finanze all’Università Federico II, presidente della Fondazione Castel Capuano e coordinatore scientifico di questo incontro de “Il Sabato delle Idee”.

 

“Il binomio cultura-economia - anticipa Marrelli - è stato considerato dall’ortodossia accademica con sospetto fino a qualche decennio fa. Giocavano a suo sfavore l’idea che il prezzo o il denaro rappresentassero uno svilimento della cultura oppure, tra i più avveduti, che il paradigma analitico della nuova disciplina fosse ancora scientificamente inadeguato. Quarant’anni di studi e ricerche sull’economia dell’arte e della cultura hanno ribaltato tale giudizio negativo accrescendo la conoscenza di un fenomeno, la cultura, assolutamente pervasivo di ogni attività umana.  In questi anni, però, si è dimostrato che esiste una connessione tra l’ambiente culturale in cui si manifestano le attività economiche e gli effetti economici stessi”.

 

Con l’obiettivo di alimentare la riflessione lanciando nuove proposte al tavolo dei relatori, coordinato da Marco Pagano, docente di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università Federico II, ci saranno Enrico Eraldo Bertacchini, docente di Economia della cultura all’Università degli Studi di Torino, Alessio D'Auria, docente di Economia dei beni culturali all’Università Suor Orsola Benincasa, Armando Massarenti, direttore dell’inserto culturale “Il Sole 24 Ore Domenica”, e Romilda Rizzo, docente di Scienza delle Finanze all’Università degli Studi di Catania.

 

Dopo le idee degli studiosi e la raccolta delle idee del pubblico le conclusioni saranno affidate a Sebastiano Maffettone, consigliere per la cultura della Presidenza della Regione Campania.

 

La Mostra su “Le Cattedrali dell’effimero”.

Il dopo Expo: una riflessione iconografica sulle grandi esposizioni

 

 Il Sabato delle Idee all’Accademia di Belle Arti sarà anche l’occasione per visitare la mostra “Le cattedrali dell'effimero. Viaggio bibliografico, iconografico e documentario attraverso le grandi esposizioni” a cura di Barbara Costantino e Manuela D’Agostino della Biblioteca “Anna Caputi” dell'Accademia di Belle Arti di Napoli.

 

L’esperienza di Milano Expo 2015 insegna: le costruzioni mastodontiche per le grandi esposizioni hanno spesso avuto una vita brevissima, lunga solo sei mesi, in media. E proprio alle strutture, per la maggior parte effimere, realizzate appositamente per le grandi esposizioni universali (la prima delle quali venne organizzata a Londra nel 1851), è dedicata la mostra  “Le cattedrali dell’effimero”.

 

 

 

Il Sabato delle Idee

 

“Il Sabato delle Idee” è un’iniziativa ideata nel 2009 dall’Istituto SDN di Ricerca Diagnostica e Nucleare e dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli con l’obiettivo di far sorgere a Napoli nuovi spazi di discussione e di “risvegliare” la riflessione ma soprattutto la produzione di nuove idee nella società civile e nella classe dirigente nazionale, partendo da Napoli.  E già dalla seconda edizione del Sabato delle Idee l’allargamento dei partner dell’iniziativa ha dimostrato come nella città di Napoli vi siano tante realtà scientifiche e culturali che hanno passione e capacità per impegnarsi nel rilancio della città. L’auspicio è che la rete delle eccellenze campane che scelgono di lavorare insieme possa crescere sempre di più, per realizzare l’obiettivo fondante del Sabato delle Idee: promuovere l’impegno civile, la partecipazione ragionata e la realizzazione di progetti concreti per lo sviluppo di Napoli e del Mezzogiorno contro l’indifferenza, la rassegnazione ed il pessimismo.

 

 

 

 

Ufficio Stampa e Comunicazione

Dott. Roberto Conte
Tel-Fax  081-2522347
Cell. 380-7123104
ufficiostampa@unisob.na.it

 

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                                           Ritardi di pagamento: i Giovani di Confapi presentano 10 proposte

                                                              per ridurre i tempi a costo zero per lo Stato

PMIPresidente Unionchimica Delio DalolaCasasco

 

 

Dieci proposte a costo zero per lo Stato e per gli Enti Locali per risolvere il problema dei tempi di pagamento di Pubblica Amministrazione e privati e ridare slancio all'economia. Le hanno presentate questa mattina a Roma i Giovani di Confapi in occasione del loro congresso nazionale in corso nella Sala Capranichetta a Piazza di Montecitorio.
Le proposte presentate dal presidente dei Giovani di Confapi Angelo Bruscino fanno parte di uno studio realizzato dall'Osservatorio sui Tempi di Pagamento coordinato  dal Docente di Bilancio Consolidato e Analisi di Bilancio all’Università degli studi del Piemonte Orientale Paolo Esposito.

Dal lavoro di ricerca condotto, emergono  dieci proposte normative e soluzioni manageriali sui ritardi dei tempi medi di pagamento che sono: non fallibilità per PMI affette da ritardi dei Tempi Medi di Pagamento (con una relativa modifica della Legge Fallimentare), sospensione fiscale per le PMI affette da ritardi dei tempi medi di pagamento, da  Acconti Irpef, IRES, IRAP; esenzione da verifica DURC con fissazione soglia per gli importi inferiori a 10 mila euro  a carico delle  PMI affette da ritardi dei Tempi Medi di Pagamento; intervento Normativo  per PMI affette da ritardi dei Tempi Medi di Pagamento, che preveda il raddoppio dei termini per il rateizzo di debiti tributari iscritti a ruolo  (240 mesi – raddoppio dei termini da 10 anni a 20 anni) – Patto con Equitalia e INPS; istituzione di un Fondo Nazionale di garanzia che supporti finanziariamente  PMI affetta da ritardi dei Tempi Medi di Pagamento  (con Cassa Depositi e Prestiti e CCIAA); emissione di Titoli di Stato che supportino finanziariamente  PMI affetta da ritardi dei Tempi Medi di Pagamento  (Cassa Depositi e Prestiti ); baratto/transazioni con monete complementari per le PMI affette da ritardi dei Tempi Medi di Pagamento (esperienza inglese del Comune di Bristol); estensione normativa del  JOB ACT per PMI affette da ritardi dei Tempi Medi di Pagamento; “Prompt Payment Act” Italiano – Codice etico per le PMI che aderiscono volontariamente obbligandosi a “pagamenti liquidabili responsabilmente” nei 30 giorni dall’emissione delle fatture e l'accordo con Equitalia e Inps (attraverso un intervento normativo) prevedendo il raddoppio dei termini per il rateizzo previdenziale, tributario, esattoriale con sospensione coattiva dei recuperi erariali.

Ad aprire il congresso sono stati i saluti del Presidente Nazionale di Confapi Maurizio Casasco e la relazione del Presidente Giovani Imprenditori Confapi Angelo Bruscino. Seguiranno nella mattinata gli interventi del  Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze  Enrico Zanetti e del Vice Presidente Vicario del Parlamento Europeo  Antonio Tajani, moderati dal Vicedirettore del Tg1 Gennaro Sangiuliano.

"Fino a quando le imprese- dichiara Angelo Bruscino -  potranno fare da banca allo Stato sottraendo così risorse alla ricerca e all'innovazione di processi e di prodotti? In Italia sono ancora migliaia le aziende che quest'anno falliranno a causa di crediti non pagati nonostante le evoluzioni normative, l'obbligo europeo ed il continuo richiamo a normalizzare nel nostro paese sul tema dei tempi di pagamento, la situazione resta gravissima. In questi anni di crisi - continua Bruscino - al danno spesso si è aggiunta anche la beffa subita da moltissime PMI "morire di credito", i mancati pagamenti per beni e servizi resi, sono tra i tanti problemi quelli che contribuiscono a scoraggiare fortemente la ripresa nello Stivale. Molte imprese si ritrovano schiacciate tra il credit crunch e tra clienti che non pagano generando così una spirale che si ripercuote sui fornitori ed i dipendenti.

I giovani imprenditori, che più degli altri sentono l'esigenza ed il bisogno di normalizzare l'eco-sistema di questo paese, il prossimo 11 dicembre affideranno al governo, all'Europa ed al Parlamento le loro proposte per attivare 10 pratiche, immediate e possibili soluzioni. Chiediamo che ci venga riconosciuto, come operatori economici di questo paese, il diritto di costruire imprese che abbiano la possibilità di crescere in un'Italia che agevoli ed incoraggi i suoi migliori talenti e che ci chieda di competere alla pari con il resto del Mondo, per questo abbiamo scelto la proposta alla protesta, perché noi crediamo ancora che qui sia possibile realizzare il nostro domani, non andiamo via, restiamo e costruiamo qui i nostri sogni, le nostre PMI perché un'Italia senza i suoi giovani imprenditori è un paese più povero e senza futuro".

Nel pomeriggio interverranno il Componente Commissione Industria della Camera dei Deputati   Leonardo Impegno, il Componente Commissione Bilancio della Camera dei Deputati  Giovanni Palladino, la Vice Presidente Nazionale Giovani Imprenditori Confapi Valeria Barletta  e il Consigliere Api Lecco Guido Bonaiti.  

Per interviste e accrediti:
Sara Napolitano giovaniconfapi@gmail.com - 3203610607

Segue la relazione di apertura del Presidente Angelo Bruscino

Un altro anno è passato e non è facile guardarsi indietro perché oggi il nostro sguardo è quello dei sopravvissuti. Anche in questo 2015 la lista delle PMI fallite si è allungata di circa 53 imprese al giorno che si aggiungono alle 80.000 degli ultimi sette anni di crisi che hanno profondamente segnato il nostro Paese.
Una fotografia di uomini e donne di questa Italia che hanno visto spegnersi la loro possibilità di futuro, di uno Stato che ha letteralmente bruciato un immenso capitale di creatività, innovazione, lavoro, spesso a causa delle sue storture ed ingiustizie.
Potremmo elencare migliaia di questioni ancora aperte, dalla burocrazia inefficiente, dai tempi di definizione di un giudizio, dall’assenza di servizi essenziali in molte aree del Paese. Ma la più odiosa ed ipocrita delle condizioni che hanno condannato migliaia di persone e di aziende al fallimento è senza dubbio l’incapacità della Pubblica Amministrazione e delle società direttamente o indirettamente controllate dallo Stato di onorare i propri debiti, per una cifra mostruosa che si ipotizza superi i 70 miliardi di euro.
A nulla o a poco sono servite nel corso di questi anni le richieste, gli appelli, la disperazione di chi chiedeva uno Stato più giusto ad un’Italia che sa sempre prendere e mai dare, che ti obbliga all’assurdo regime fiscale che pone a nostro carico una tassazione insostenibile, senza poi onorare le sue stesse regole.
Se quest’anno sarà ricordato come quello in cui finalmente sembra essere ritornato un segno più (di uno zero virgola) alla crescita del Pil, noi Giovani Imprenditori di Confapi continueremo a pensare di vivere in un Paese schizofrenico, dove si continua a caricare sulle nostre spalle il peso insopportabile ed opprimente di chi sa usarti solo come cassa.
Per queste ragioni, per la nostra natura di Giovani, per il nostro background imprenditoriale che ci pone sempre davanti ad un problema con un’azione ed una proposta per risolverlo, abbiamo deciso di condividere questo momento per affidare al Governo, all’Europa ed al Parlamento 10 punti utili alle PMI per risolvere i ritardi dei tempi medi di pagamento.
Dal lavoro di ricerca condotto dal professor Esposito per i Giovani Imprenditori di Confapi emergono alcune proposte normative che qui elenchiamo :
Non fallibilità per PMI affette da ritardi dei tempi medi di pagamento (Modifica della Legge Fallimentare);
Sospensione fiscale per PMI affette da ritardi dei tempi medi di pagamento dal II Acconto Irpef, IRES, IRAP;
Esenzione da verifica DURC con fissazione soglia per gli importi inferiori a 10.000,00 euro (al pari dell’esenzione da verifica fiscale Equitalia) per le PMI affette da ritardi dei tempi medi di pagamento;

Intervento normativo per PMI affette da ritardi dei tempi medi di pagamento, che preveda il raddoppio dei termini per il rateizzo di debiti tributari iscritti a ruolo (240 mesi – raddoppio dei termini da 10 anni a 20 anni) – Patto con Equitalia e INPS;
Istituzione di un Fondo Nazionale di garanzia che supporti finanziariamente le PMI affette da ritardi dei tempi medi di pagamento (con Cassa Depositi e Prestiti e CCIAA);
Emissione di Titoli di Stato che supportino finanziariamente le PMI affette da ritardi dei tempi medi di pagamento (Cassa Depositi e Prestiti );
Baratto/transazioni, con monete complementari per le PMI affette da ritardi dei tempi medi di pagamento (esperienza inglese del Comune di Bristol);
Estensione normativa del JOBS ACT per PMI affette da ritardi dei tempi medi di pagamento;
“Prompt Payment Act” Italiano – Codice etico per le PMI “pagamenti responsabili” nei 30 giorni dall’emissione delle fatture;
Accordo con Equitalia e Inps (attraverso intervento normativo) richiedendo il raddoppio dei termini per il rateizzo previdenziale, tributario, esattoriale con sospensione coattiva dei recuperi erariali.
Queste idee, che siamo pronti a supportare sotto il profilo tecnico in qualsiasi sede, sono una risposta a quella che prima di tutto consideriamo una condizione di normalità necessaria alla sopravvivenza del nostro sistema economico.
Il recupero di quote di crescita non si deve contare solo nei numeri, ma nella ritrovata fiducia in un Paese che sa assolvere il suo compito di regolatore giusto del mercato, di cliente e fornitore onesto e non di predatore onnivoro di imprese, uomini, donne e speranze.
Molte aziende oggi basano la loro costruzione, la loro nascita, il loro spirito sulla fiducia che il nostro sistema sa infondere loro e non c’è nulla che dia maggior sicurezza di chi sa onorare i propri debiti.
Se non vogliamo perdere altre opportunità, altro domani, altri cervelli, altri straordinari ragazzi dobbiamo fare tutti la nostra parte: noi che abbiamo deciso di restare ed investire sogni, vita e denaro in Italia sentiamo di fare nostra ogni giorno la sfida per un domani di crescita.
Se ci riflettete non chiediamo nulla se non la possibilità di considerarci figli di un’Italia degna del suo ruolo, della sua storia ed in definitiva degna anche di noi.

Comunicato a cura dell'Ufficio Stampa di Sara Napolitano

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  L'ECONOMIA DELLE CAVALLETTE: La corte di Strasburrgo ha deciso di modificare la nostra alimentazione.

  

Strasburgo, bella come mai; con le sue luci notturne che sembrano raccordarsi lungo un panorama plumbeo e misterioso, mettendo insieme palazzi incantevoli....

 Chissà quante persone sanno che nell’amena città di Strasburgo staziona il Parlamento Europeo, un accolito fondamentale negli anni addietro ritenuto poco rappresentativo e inutile dal punto di vista politico esecutivo. Il motivo si trovava nello sfasamento tra elezioni europee e elezioni politiche nella maggior parte degli Stati membri, che fecero in un momento in cui in Europa trionfavano i partiti conservatori e in Italia Forza Italia, formare un parlamento comunitario dove comandava ancora la socialdemocrazia e la maggior parte dei partiti della sinistra europea; molti dei quali legati ancora ad un antico significato dello stesso socialismo democratico e posto alla base della stessa formazione dell’Unione Europea. Ciò creò ovviamente un motore asincrono che non portava a risultati comuni.

 

Non solo, lo stesso ‘essere’ portò a ritenere, solo all’inizio, una Merkel di destra perché rappresentava il partito democratico tedesco che all’atto del suo primo governo, dovette formare le lunghe intese e mettere da parte l’egemonia della socialdemocrazia teutonica preesistente.

Si dava tanta poca importanza al Parlamento Europeo che si riteneva sufficiente doverlo rinnovare molto più raramente rispetto ai cambiamenti che caratterizzavano l’evoluzione degli Stati Europei.

 

Tra i tanti cambiamenti che in materia economica, hanno caratterizzato il triste panorama economico degli ultimi anni, pochi si sono accorti poi del rafforzamento ricevuto dallo stesso Parlamento Europeo senza che siano minimamente cambiate le regole politiche che stanno alla base della sua prima Costituzione: ovviamente ciò che è cambiato invece sono le regole economiche, perché uno scenario globale mal analizzato, ha reso necessario nel momento in cui molte potenze povere sono diventate magicamente ricche, chiamandosi Paesi Emergenti, stigmatizzare i rapporti socio imprenditoriali con gli stessi per quel mercato allargato che ha permesso a molti governi e governanti, di salvare la grossa imprenditoria interna.

 Un esempio trovasi nei Paesi dell’ex Unione Sovietica: il processo enunciato ha permesso  di entrare in Europa con le ossa rotte dopo la disgregazione del muro, e di portarsi in pochi anni a crescite del pil che noi ci possiamo solo sognare. Sono i Paesi nei quali si muovono le rotte del petrolio e dei nuovi gasdotti che si costruiranno definitivamente nei prossimi anni, e nelle cui fondamenta sono inserite molte imprese italiane e campane in particolare; ricordando che sono tantissime le aziende del sud che lavorano in campo energetico; nel campo ambientale e delle risorse alternative.

 Continuando in un discorso del genere, cosa che non è il caso per ora affrontare, appartenendo ad altra materia, porterebbe ancor di più a capire un concetto molto semplice: ciò che rappresentava strumentalmente difficile negli anni addietro, oggi è una delle poche scappatoie dell’industria nazionale che nella crisi politica ed istituzionale che ci comprende, cerca di svolgere un ruolo diverso, che alla fine risulta più politico amministrativo che socio economico. In sintesi: sono i più forti economicamente che comandano in assoluta e che per invitarli alla nostra tavola e alla scrivania degli accordi, cerchiamo di adeguarci al massimo alla loro cultura, alle loro tradizioni e al loro modo di fare.

 Da tale punto di vista perché ci vogliamo meravigliare se Strasburgo approva l’introduzione di alghe, insetti e altri simpatici animali, nei nostri alimenti futuri, senza contare la rabbia di coloro a cui fa vomitare solo il pensiero, per non parlare del bon ton dell’eleganza culinaria? Se una famiglia per andare avanti socialmente, deve accettare usi e costumi di coloro che entreranno nella propria egida lavorativa e sentimentale, e cerca di ‘sposare’ per una buona comunicazione i colori, la musica , l’arte e la cucina degli stessi, perché oggi meravigliarsi che avvenga anche a livello comunitario?

 Qualcuno diceva che in questa era planetaria, il denaro avrebbe ottenuto il mondo, e noi abbiamo creduto che  la ricchezza impedisse di entrare in una cruna d’ago: cerchiamo invece di immaginare che il vero problema è il potere non il denaro; qualcosa di molto più ‘sottile’ e psicologico , perché l’economia è sorta dalle ceneri degli imperi per portare libertà. Molti oggi l’usano per opprimere e distruggere il prossimo, influenzando la vita sul pianeta: sono disposti anche a cibarsi di radici  e poi, come diceva Lucio Battisti, ma non potranno mai affermare : ‘Il mio canto libero sei tu’. 

 

Bruno Russo

 

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 IL RICORDO: I 25 ANNI DEL CENTRO STUDI ERICH FROMM 

 

 

La celebrazione del 25° anniversario di attività del "Centro StudiErich Fromm " ( Presidente Silvana Lautieri ) e del suo periodico    ESSERE (  direttore responsabile Antonio Talamo   ) si   è tenuta il  1° Ottobre 2015, alle ore 18,00 presso la  Sala   Mediatica   dell'Institut Francais  di Napoli  ( direttore responsabile Console Generale di Francia per il Sud Italia Jean Paul Seytre), in Via Crispi 86 Napoli.

 

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 Occorre ridimensionare troppo spesso il nostro pensiero, perché  la realtà non ci permette a lungo di avere grandi idee, specialmente se sono storicamente collegate ai fallimenti ideologici della storia. Un senso di conseguente sconforto avvolge l'uomo del nuovo secolo, trovandosi di fronte al crollo di tali tentativi, non avendo essi saputo anteporre alle crisi, la forza dell'intelletto e avendo spesso toccato i livelli negativi dell'autoritarismo e della negazione. Di fronte alla ricerca quasi mistica, di una nuova identificazione dell'individuo ed evitando di anteporre ad esso le adesioni ingannevoli dedotte dalla massa, occorre riportare il tutto, all'essere umano inteso come forza pensante, che pretende certezze al di fuori della relatività del proprio divenire. 

 

Bruno Russo - Consigliere del Centro Studi Erich Fromm


 

 

 

 

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